Morro D’Alba

Un'Architettura Unica

La Magia del Camminamento "La Scarpa"

L’architettura di Morro d’Alba rappresenta un unicum nel panorama europeo, un esempio straordinario di come una struttura nata per la difesa si sia organicamente trasformata in un tessuto urbano vivo e pulsante. L’originaria fortezza medievale, il Castrum Murri, ha saputo evolversi nel tempo, integrando le esigenze abitative della sua comunità senza perdere la sua imponente identità. Passeggiando lungo l’antico fossato, oggi via Morganti, si possono ancora notare gli anelli metallici affissi alle mura: un dettaglio che ci riporta a quando, durante le fiere, i contadini legavano qui il bestiame, testimonianza tangibile dello stretto legame tra il borgo e la sua campagna.

Il cuore di questa singolare architettura è il Camminamento di Ronda “La Scarpa”. Nato nella prima metà del Seicento, questo percorso di 300 metri si snoda lungo l’intero perimetro delle mura, rimanendo quasi completamente coperto. Il suo nome deriva dalla caratteristica inclinazione “a scarpata” delle mura esterne. Passeggiare lungo “La Scarpa” è un’esperienza immersiva: da un lato si affacciano gli ingressi di abitazioni private e locali pubblici, dall’altro una sequenza di ampi “finestroni” incornicia il paesaggio marchigiano come una galleria d’arte naturale. Lo sguardo spazia senza ostacoli dalle vette dei Monti Sibillini fino al profilo del Conero, al blu del mare Adriatico e persino al lontano Monte San Bartolo di Pesaro. Il percorso è intervallato da due torrioni scoperti di origine medievale, che offrono una prospettiva panoramica ancora più ampia sulle colline circostanti.

La cinta muraria, con la sua caratteristica pianta pentagonale, non esaurisce le sue sorprese in superficie. Al di sotto del borgo si cela un “borgo sotterraneo”, una fitta e misteriosa rete di cunicoli, grotte e pozzi risalenti al XIV-XV secolo. Questo labirinto ipogeo, un tempo via di fuga e rifugio, aggiunge un ulteriore strato di fascino a un’architettura già di per sé straordinaria. Questa fusione tra funzione militare e vita civile ha creato un monumento che non è solo da ammirare, ma da vivere, un luogo dove la storia non è confinata in un museo ma è impressa nella trama stessa del borgo.

Un Viaggio nella Storia

Sulle Tracce di Re, Imperatori e Artisti

Nonostante le sue dimensioni raccolte, Morro d’Alba è stato un crocevia di eventi e un palcoscenico per personaggi di grande rilievo storico e artistico. Le sue origini affondano in un passato remoto, con testimonianze che risalgono all’epoca romana e alla successiva dominazione gotica. Prova tangibile di questo periodo è il ritrovamento, avvenuto nel 1894 nella frazione di Sant’Amico, del prezioso Medaglione di Teodorico, l’unica effigie a conio del celebre re goto giunta fino a noi.

Il legame più forte è però quello con l’imperatore Federico II di Svevia, nato nella vicina Jesi. L’antico Castrum Murri faceva parte del suo contado, e la memoria di questa appartenenza è scolpita nei nomi delle imponenti torri che scandiscono il perimetro delle mura. Un legame suggellato visivamente dal bassorilievo del leone rampante, simbolo federiciano, apposto nel 1504 sulla torre civica a testimonianza della storica sottomissione a Jesi.

  • Stupor Mundi: La torre che domina l’ingresso al borgo, così chiamata in onore dello stesso Federico II, soprannominato “stupore del mondo”.

  • Costanza: Dedicata a sua madre, Costanza d’Altavilla, che diede alla luce l’imperatore a Jesi.

  • Teodorico: Una delle torri scoperte, che volge verso l’area di Sant’Amico dove fu ritrovato il famoso medaglione.

  • Federico I (Barbarossa): Legata a una leggenda secondo cui il nonno di Federico II, durante l’assedio di Ancona nel 1167, ebbe modo di apprezzare da Morro d’Alba il succo d’uva dell’antenato del vino Lacrima.


Il borgo non è solo custode di storia antica, ma anche culla di talenti artistici contemporanei. Qui è nato il Maestro Enzo Cucchi, esponente di fama internazionale della Transavanguardia, le cui opere sono esposte in tutto il mondo e all’interno del Palazzo Comunale. Inoltre, il museo del borgo ospita una mostra permanente dedicata al Maestro della fotografia Mario Giacomelli, che ha immortalato con i suoi scatti inconfondibili le tradizioni più sentite del territorio. Questa ricca eredità storica e artistica non è un semplice ricordo, ma un patrimonio vivo che si può esplorare passeggiando tra le piazze, i musei e i tesori nascosti del borgo.

Il Lacrima di Morro D'Alba

Il profumo di una terra

Se c’è un elemento che definisce l’identità di Morro d’Alba più di ogni altro, questo è il vino. La viticoltura qui non è solo un’attività economica, ma un fatto culturale che ha plasmato il paesaggio, dettato i ritmi della vita contadina e dato vita a un nettare unico, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Protagonista indiscusso è il Vino Lacrima di Morro d’Alba DOC. Il suo nome poetico deriva dalla caratteristica dell’acino che, una volta giunto a perfetta maturazione, tende a spaccarsi, lasciando fuoriuscire una goccia, una “lacrima” di succo. Il risultato è un vino dal colore rosso rubino intenso e dal bouquet inconfondibile di rosa e viola, un’esperienza olfattiva e gustativa che racconta la delicatezza e la forza di questa terra. Morro d’Alba è anche uno dei Castelli di Jesi ed i filari di lacrima si alternano a quelli del Verdicchio, il vino più conosciuto delle marche e riconosciuto come uno dei bianchi più importanti d’Italia.

Le vigne di Lacrima e Verdicchio plasmano il paesaggio, specialmente in autunno, durante il fenomeno del foliage. A differenza del Verdicchio, le cui foglie virano al giallo, la foglia del Lacrima assume sfumature scarlatte fino a diventare di un rosso intenso, lo stesso colore del vino che produce. In questo periodo, passeggiare tra i filari nella frazione di Sant’Amico diventa un’esperienza sensoriale, tra i colori accesi della campagna e i profumi dei grappoli rimasti sui tralci

Il punto di riferimento per ogni eno-appassionato è l’Enoteca Pubblica, che funge anche da Punto di Informazione Turistica. Situata lungo il Camminamento di Ronda, questa non è una semplice enoteca: è un luogo carico di storia. Ospitata nell’antica sede della “Società di Mutuo Soccorso”, conserva sul soffitto un meraviglioso affresco con la stretta di mano simbolica tra il borghese e l’operaio, a suggello di un patto di solidarietà. Qui, oltre a degustare e acquistare i vini di tutte le cantine locali, si può consultare l’unica biblioteca pubblica delle Marche specializzata sul vino, un vero tesoro per gli intenditori.

Per accompagnare questi vini straordinari, la cucina locale offre sapori autentici e genuini. Tra i piatti da non perdere suggeriamo:

  • Vincisgrassi, il classico pasticcio al forno marchigiano

  • Tagliatelle alla contadina con frattaglie di pollo

  • Coniglio in potacchio, una cottura tipica marchigiana

  • Ciambelline al vino Lacrima, un dolce semplice e profumato


L’eccellenza enogastronomica è il filo conduttore di una vita sociale vibrante, celebrata attraverso eventi e feste che animano il borgo durante tutto l’anno.

Il Cuore Pulsante del Borgo

Piazze, Musei e Tesori Nascosti

Le piazze e i musei di Morro d’Alba non sono semplici luoghi da visitare, ma veri e propri centri della vita sociale e culturale, dove la comunità si incontra e dove il dialogo tra passato e presente è costante. Dalle piazze che fungono da palcoscenico per eventi estivi ai musei che custodiscono l’anima contadina e artistica del territorio, ogni angolo del borgo offre una scoperta.

Piazza Tarsetti

Il punto di accesso al borgo storico, dominato dall’arco settecentesco e dalla stele con il graffito del Maestro Enzo Cucchi, che accoglie i visitatori.

Piazza Romagnoli

La piazza principale, su cui si affacciano l’elegante Palazzo Comunale e la Chiesa di San Gaudenzio. Qui si trova il “Cartello del Bacio”, che la identifica come uno dei luoghi più romantici dei Borghi più belli d’Italia.

Piazza Barcaroli

Il nucleo più intimo e raccolto del borgo, che durante la bella stagione si trasforma in un suggestivo teatro a cielo aperto per spettacoli e rassegne cinematografiche sotto le stelle.

Museo Utensilia

Situato nei suggestivi sotterranei del castello, ospita una raccolta di strumenti della cultura contadina e la toccante mostra fotografica permanente “Cantamaggio” di Mario Giacomelli.

Palazzo Comunale

Custodisce al suo interno preziose opere d’arte, tra cui la pala seicentesca di Claudio Ridolfi e una significativa collezione di opere del concittadino Enzo Cucchi.

Chiesa di San Gaudenzio

Edificio settecentesco che conserva le spoglie di Santa Teleucania e una pala del 1596 di Ercole Ramazzani, allievo del celebre Lorenzo Lotto.

Da questi luoghi di cultura e incontro, il viaggio prosegue verso l’anima più profonda e gustosa del territorio, quella legata indissolubilmente alla sua terra e al suo prodotto d’eccellenza.

Un Borgo da Vivere

Eventi, Esperienze e Magie Notturne

Morro d’Alba è una destinazione dinamica, un borgo che non si limita a mostrare il suo passato ma invita a viverlo attraverso un ricco calendario di eventi ed esperienze pensate per ogni tipo di visitatore. Dalle famiglie in cerca di svago agli amanti della cultura e del buon vino, qui c’è sempre un buon motivo per tornare, in ogni stagione dell’anno.

Il borgo si anima con appuntamenti che celebrano le sue eccellenze e le sue tradizioni:

  • Eventi Enogastronomici: La Festa del Lacrima e Tartufo (ottobre) unisce due eccellenze marchigiane, mentre Calici di Stelle (agosto) trasforma il borgo in una cantina a cielo aperto sotto le stelle cadenti.

  • Eventi Culturali: Lacrima in giallo è un apprezzato festival letterario che tinge di mistero le sere di giugno, mentre la Rassegna cinematografica estiva offre proiezioni d’autore nella suggestiva cornice di Piazza Barcaroli.

  • Tradizione e Romanticismo: Cantamaggio (maggio) rievoca antichi canti popolari immortalati da Mario Giacomelli, e Il Borgo dell’Amore (febbraio) celebra San Valentino con un’atmosfera unica.


Un’esperienza particolarmente affascinante è quella di “Morro d’Alba in Notturna”. Al calar del sole, il borgo si trasforma, avvolto in un’atmosfera magica creata da installazioni di light design. Il percorso luminoso inizia in Piazza Tarsetti con “the sign”, che valorizza la stele di Enzo Cucchi. Proseguendo, in Piazza Barcaroli, “The Symbol” illumina un’opera di land art che racconta il territorio. All’interno de “La Scarpa”, “Hellish Walk” ricrea una passeggiata tra le fiamme in omaggio a Dante. Infine, da Piazzale Bersaglieri, si ammira lo spettacolare videomapping “Green Heart”, proiettato sulle mura del castello e visibile a chilometri di distanza.

I nostri #Racconti

storie, eventi e territorio

Fioritura dei girasoli nelle Marche: l’estate tra i campi di Morro d’Alba

Foliage nelle Marche: l’autunno tra i vigneti di Morro d’Alba

Le spiagge più belle vicino Morro d’Alba

Senigallia, il mare a pochi minuti dalla quiete delle colline